In piazza

Fare il capodanno in piazza, per come sono fatto io, è più bello che fare il capodanno in qualunque altro posto. L’ho fatto solo due volte, il capodanno in piazza. La prima volta è stata quando ero piccolo. Non ricordo niente, a parte che ero in piazza, appunto, e c’era mia mamma con un bicchiere in mano, che mi sorrideva e urlava: «Luca, auguri!».
Mi ero chiesto: perché lo fa? Era come se non fossi suo figlio, lì, ma un conoscente, uno che doveva andar sulle proprie gambe e che, per questo, avessi un gran bisogno di auguri.
E poi la seconda volta, cioè l’altro ieri. In piazza c’è stato il conto alla rovescia. L’ha fatto Tiziano dal palco. Tiziano è un mio amico. Era pieno di gente e c’era la sua voce che contava: «Otto, sette, sei…». Son stato molto contento che fosse lui a contare per tutti. «Quattro, tre, due…». E poi le urla, i botti, e Tiziano che a sua volta urlava: «Buon duemiladiciannove!».
Mi sono emozionato. In piazza, da qualche parte, sapevo che c’era anche mia mamma, ma non ci siamo visti. Se ci penso mi emoziono anche adesso.