Raramente, raramente

Niente, niente, – mi sono detto, – riparati dal vento e vai, pian pianino. E respira così, raramente, raramente. Respira in modo che i piedi non sfiorino le ginocchia. E non importa dove vai. Dove non è importante. Se vai a sinistra, arrivi alla stazione di Kursk, se vai a destra, arrivi lo stesso alla stazione di Kursk. Perciò vai a destra, che ci arrivi di sicuro.

da Mosca – Petuškì, poema ferroviario
di Venedikt Erofeev
(Quodlibet Compagnia Extra, 2014)